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Diabete

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Le malattie croniche rappresentano, per ogni sistema e struttura sanitaria, una sfida clinica e assistenziale di portata epocale e tra queste è forse il diabete che, con la sua incidenza e prevalenza nella popolazione italiana e mondiale, può a buon diritto qualificarsi come paradigma della cronicità: per complessità, comorbidità e impatti sulla sfera sanitaria, sociale ed economica. La capacità di comprendere la complessità gestionale legata alla cura delle cronicità rappresenta una via, forse l’unica, imprescindibile per sostanziare percorsi di cura efficaci ed efficienti. Questa capacità passa attraverso competenze cliniche, organizzative e assistenziali integrate in percorsi di presa in carico “multidimensionale” delle persone con malattia cronica. Questi percorsi, anche quando ben definiti, non possono essere considerati “immutabili” quanto piuttosto processi vivi e costantemente sollecitati dalle evoluzioni della diagnostica e delle cure e come tali richiedono una dimensione di rielaborazione multidisciplinare agile e dinamica, in una logica di team, con una capacità…

Il presente documento è il frutto del lavoro di 6 diabetologi territoriali della Campania, riunitisi allo scopo di discutere modalità e obiettivi dell’utilizzo di GLP-1 Receptor Agonists (RA) per la cura del diabete di tipo 2, nella convinzione che la disponibilità di molecole efficaci richiami lo specialista agli obblighi dell’appropriatezza terapeutica, ovvero al rispetto del miglior rapporto rischio/beneficio. A fornire materiale al dibattito di cui proponiamo i passaggi salienti, è stata la compilazione di due questionari percettivi focalizzati rispettivamente su 1. Impiego di GLP-1 Receptor Agonists (RA) nella real life; 2. Fenotipizzazione del paziente caratterizzabile per il loro utilizzo. Nonostante i progressi della ricerca e la disponibilità di un’ampia gamma di opzioni terapeutiche consentano un buon controllo della malattia, rimane aperta la sfida, per i professionisti, di investire tempo, risorse e competenze nella gestione di un tipo di paziente che più di altri necessita di essere motivato a divenire parte…

Il presente documento è il frutto del lavoro di sei diabetologi territoriali della Campania, riunitisi allo scopo di discutere modalità e obiettivi dell’utilizzo degli SGLT2 inibitori per la cura del diabete mellito di tipo 2, nella convinzione che la disponibilità di molecole efficaci richiami lo specialista agli obblighi dell’appropriatezza terapeutica, ovvero al rispetto del miglior rapporto rischio/beneficio. A fornire materiale al dibattito di cui proponiamo i passaggi salienti, è stata la compilazione di tre questionari percettivi focalizzati rispettivamente su 1. Criteri di scelta che conducono alla diversificazione delle strategie terapeutiche; 2. Ricadute dello studio DECLARE-TIMI 58 sull’impiego di SGLT2 inibitori nella pratica clinica; 3. Fenotipizzazione del paziente. Nonostante i progressi della ricerca e la disponibilità di un’ampia gamma di opzioni terapeutiche consentano un buon controllo della malattia, rimane aperta la sfida, per i professionisti, di investire tempo, risorse e competenze nella gestione di un tipo di paziente che più di…

La disponibilità di nuove ed efficaci classi terapeutiche per la cura dei pazienti diabetici di tipo 1 e 2 costruisce le premesse per ottenere un controllo della malattia più completo. Tuttavia si traduce in una sfida impegnativa per lo specialista diabetologo, in quanto occorre disporre di criteri, strumenti ed esperienze per inserire tali opportunità in un set di cura spesso complesso e con una attenzione particolare alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente. Si tratta di una sfida di lungo periodo e giova sottolineare come la malattia diabetica, in particolare il diabete di tipo 2, rappresenti un carico pesante per i Sistemi sanitari in generale, in costante aumento nei suoi dati di incidenza e prevalenza, tanto da essere citata spesso come “peste” del 21esimo secolo. Mano a mano che le evidenze cliniche permettono una rivalutazione delle linee guida al trattamento si allargano le opzioni di scelta: resta in carico al diabetologo…

Il diabete rappresenta oggi una delle patologie croniche a più ampia diffusione, fortemente in crescita soprattutto nei Paesi industrializzati, nonché una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca, considerato appunto il suo carattere di cronicità, la tendenza a determinare complicanze nel lungo periodo e il progressivo spostamento dell’insorgenza verso età giovanili. Negli ultimi anni la consapevolezza dei risvolti cardiovascolari ha acquisito la dovuta importanza, dal momento che tali malattie sono una manifestazione decisamente frequente nei pazienti diabetici. Per questo motivo l’implementazione di strategie di intervento mirate non solo alla gestione della patologia ma anche alla prevenzione primaria e secondaria delle complicanze cardiovascolari, dovrebbe divenire un must nella pratica clinica così come la gestione multitarget e complessiva del paziente “complesso” oggi garantita dalla disponibilità non solo di nuove molecole ma anche di nuove classi farmacologiche in grado di agire sia sul compenso glicemico sia sui fattori che possono…

Il presente documento è il frutto del lavoro di un gruppo di diabetologi della Regione Campania, che hanno condiviso esperienze e opinioni sulla presa in carico del paziente con diabete di tipo 2 nella real life, anche alla luce dei benefici ottenibili dall’impiego nella pratica clinica di una nuova classe di molecole: gli SLGT2-inibitori. In occasione dei due workshop nei quali si è articolato il progetto, sono stati analizzati gli esiti dei più importanti studi clinici di efficacia e sicurezza di una terapia farmacologica che consente di controllare le complicanze cardiovascolari associate al diabete di tipo 2, esercitando allo stesso tempo un effetto nefroprotettivo. Per contestualizzare maggiormente gli esiti del percorso, i partecipanti sono stati coinvolti in un audit percettivo allo scopo di inquadrare e dibattere i fattori che influiscono maggiormente sul percorso assistenziale del paziente diabetico, dalla definizione della terapia alla necessità di un raccordo ospedale-territorio, passando per la…

Il presente documento è il frutto del lavoro di un gruppo di diabetologi della Regione Campania, che hanno condiviso esperienze e opinioni sulla presa in carico del paziente con diabete di tipo 2 nella real life, anche alla luce dei benefici ottenibili dall’impiego nella pratica clinica di una nuova classe di molecole: gli SLGT2-inibitori. In occasione dei due workshop nei quali si è articolato il progetto, sono stati analizzati gli esiti dei più importanti studi clinici di efficacia e sicurezza di una terapia farmacologica che consente di controllare le complicanze cardiovascolari associate al diabete di tipo 2, esercitando allo stesso tempo un effetto nefroprotettivo. Per contestualizzare maggiormente gli esiti del percorso, i partecipanti sono stati coinvolti in un audit percettivo allo scopo di inquadrare e dibattere i fattori che influiscono maggiormente sul percorso assistenziale del paziente diabetico, dalla definizione della terapia alla necessità di un raccordo ospedale-territorio, passando per la…

INTRODUZIONE

ll diabete mellito di tipo 2 (DMT2) è una patologia a eziopatogenesi multifattoriale fortemente in crescita a livello mondiale, soprattutto nei paesi industrializzati. L’incremento del numero di persone con diabete di tipo 2 è favorito dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla diffusione di stili di vita sedentari, spesso accompagnati da abitudini alimentari scorrette.

Il diabete di tipo 2 è considerato una patologia che avrà un grande peso sociale ed economico nei prossimi anni, sia perché si tratta di una malattia cronica con una crescente diffusione anche in età giovanile, sia perché è spesso legata a complicanze che, a loro volta, richiedono trattamenti dedicati. Tra le possibili complicanze, quelle vascolari risultano essere la causa maggiore di mortalità tra i pazienti diabetici: il 50% dei decessi è causato da patologie cardiovascolari.

INTRODUZIONE

IL VALORE DEL CLINICAL AUDIT IN DIABETOLOGIA

«Clinical audit is a process that has been defined as a quality improvement process that seeks to improve patient care and outcomes through systematic review of care against explicit criteria and the implementation of change».

Con questa definizione generica, largamente applicata in tutti i contesti della sanità, vogliamo sottolineare l’importanza di uno dei modelli formativi di maggior successo in ambito di buona pratica clinica.