La disponibilità di nuove ed efficaci classi terapeutiche per la cura dei pazienti diabetici di tipo 1 e 2 costruisce le premesse per ottenere un controllo della malattia più completo.

Tuttavia si traduce in una sfida impegnativa per lo specialista diabetologo, in quanto occorre disporre di criteri, strumenti ed esperienze per inserire tali opportunità in un set di cura spesso complesso e con una attenzione particolare alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.

Si tratta di una sfida di lungo periodo e giova sottolineare come la malattia diabetica, in particolare il diabete di tipo 2, rappresenti un carico pesante per i Sistemi sanitari in generale, in costante aumento nei suoi dati di incidenza e prevalenza, tanto da essere citata spesso come “peste” del 21esimo secolo.

Mano a mano che le evidenze cliniche permettono una rivalutazione delle linee guida al trattamento si allargano le opzioni di scelta: resta in carico al diabetologo curante operare la sintesi nella miglior proposta per ciascun paziente, in base a oggettivi dati di profilazione (fenotipizzazione); una operazione fortemente condizionata dalla capacità di un sistema, in cui il paziente è il primo protagonista, di gestione complessiva di questa cronicità, dalla disponibilità dei test diagnostici, all’accesso alle visite specialistiche e alla disponibilità di strumenti di gestione (ad esempio personale esperto nel counselling). L’esperienza della “pratica clinica” (real world clinical practice) assume in questo contesto un significato di grande importanza in quanto rappresenta di fatto una sintesi tra tre elementi:

  • Le indicazioni che originano dalle evidenze scientifiche che le linee guida traducono in indirizzi di trattamento;
  • Le caratteristiche individuali del paziente, dal quadro di comorbidità, ai fattori di rischio, alle condizioni socioeconomiche;
  • Il set di cura nel contesto locale/regionale caratterizzato da modelli organizzativi diversi nelle diverse realtà geografiche nazionali.

Per valorizzare questo elemento nasce l’idea di raccogliere, laddove esistano gruppi di lavoro di diabetologi disponibili, le esperienze e i criteri di azione rispetto alle nuove terapie in specifici profili di cura e renderle fruibili per un dibattito più ampio.

È questo l’orizzonte che la presente pubblicazione intende rappresentare, unitamente a similari iniziative che stanno caratterizzando il nostro impegno in diabetologia nel corso del 2018.

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