INTRODUZIONE

ll diabete mellito di tipo 2 (DMT2) è una patologia a eziopatogenesi multifattoriale fortemente in crescita a livello mondiale, soprattutto nei paesi industrializzati. L’incremento del numero di persone con diabete di tipo 2 è favorito dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla diffusione di stili di vita sedentari, spesso accompagnati da abitudini alimentari scorrette.

Il diabete di tipo 2 è considerato una patologia che avrà un grande peso sociale ed economico nei prossimi anni, sia perché si tratta di una malattia cronica con una crescente diffusione anche in età giovanile, sia perché è spesso legata a complicanze che, a loro volta, richiedono trattamenti dedicati. Tra le possibili complicanze, quelle vascolari risultano essere la causa maggiore di mortalità tra i pazienti diabetici: il 50% dei decessi è causato da patologie cardiovascolari.

Oltre all’elevata morbilità e mortalità cardiovascolare il diabete di tipo 2 si caratterizza per l’insorgenza precoce, nel decorso clinico della patologia, di alterazioni funzionali e strutturali di organi chiave per l’omeostasi cardiovascolare. In particolare, si evidenziano, per precocità d’insorgenza, le alterazioni vascolari del microcircolo, specie coronarico, e la compromissione delle funzioni renali.

La diffusione dei casi di diabete a cui stiamo assistendo, tra qualche anno, sarà probabilmente seguita da una esplosione di malattie cardiovascolari data l’elevata frequenza di queste manifestazioni nei pazienti diabetici. Pertanto è importante implementare strategie di intervento mirate alla prevenzione del diabete, ma è altrettanto importante adoperarsi per una efficace prevenzione primaria e secondaria delle complicanze cardiovascolari nelle persone in cui il diabete è già stato diagnosticato.

Negli ultimi anni la cura di questa malattia si è arricchita non solo di nuove molecole ma anche di nuove classi farmacologiche (per esempio gli SGLT2-inibitori), in grado di agire sia sul compenso glicemico che su una serie di fattori che possono concorrere alla riduzione del rischio cardiovascolare, con una maggiore soddisfazione del paziente e conseguente aderenza alle cure.

Il valore dell’Audit

È stato costituito un gruppo di lavoro composto da Diabetologi provenienti da diverse Aziende Sanitarie della Regione Lombardia, coordinato da una faculty, con l’obiettivo di condividere esperienze e opinioni sul rischio cardiovascolare del paziente con diabete di tipo 2 nella real-life e sui benefici ottenibili dall’adozione di SGLT-2 inibitori nelle terapie.

In occasione di due workshop ai quali hanno preso parte i 18 partecipanti, a conferma di quanto emerso dalle esperienze dirette degli specialisti, sono stati presentati e analizzati gli esiti di alcuni studi real-world evidence che hanno evidenziato miglioramenti di fattori fortemente connessi al rischio cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2 a seguito della introduzione SGLT2-inibitori.

Per contestualizzare maggiormente gli esiti del percorso, i partecipanti sono stati coinvolti in una survey finalizzata a inquadrare i fattori che possono avere un peso nella definizione della terapia per i pazienti con diabete di tipo 2 e a individuare gli aspetti del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale che dovrebbero essere maggiormente presidiati.

La presente pubblicazione nasce con la finalità di rendere fruibile l’esito di questo percorso, articolato su scambi di esperienze e raccolta di opinioni tra specialisti che quotidianamente seguono pazienti diabetici e che, con la loro esperienza, possono contribuire ad arricchire le conoscenze sui possibili impatti di classi di molecole di recente introduzione in Italia nella cura del diabete.

Conclusioni

Il progetto ha consentito e favorito un confronto aperto e costruttivo tra più specialisti che quotidianamente seguono pazienti con diabete di tipo 2 che può costituire una solida base su cui lavorare congiuntamente ai fini di una sempre più personalizzata e sostenibile cura del paziente.

L’auspicio per il futuro è che il modello di lavoro avviato venga continuamente alimentato tramite incontri e scambi di esperienze e che la tecnologia consenta una sempre più sistematica raccolta dei dati che di fatto rappresentano uno dei maggiori punti di forza per rendere oggettiva la valutazione sull’efficacia e adeguatezza delle terapie.

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