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Maggio 2018

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Gianluigi Cussotto

La comunicazione invade i nostri spazi, ci “circonda” attraverso una invasione di media e social media. Non di rado al centro della comunicazione si colloca il tema della salute, affrontato con diversi gradi di intensità, diversi “target” e diverse prospettive .
Quando il tema della comunicazione in sanità viene affrontato dagli operatori sanitari, si trasforma inevitabilmente in una grande responsabilità.

Spetta dunque agli operatori sanitari saper “scrivere” ossia rendere fruibile, rispetto a un pubblico di colleghi, altri operatori sanitari pazienti, manager…. i contenuti delle proprie esperienze professionali e in particolare se tali contenuti si correlano a una attività di ricerca.

Ma a loro spetta anche “saper leggere”, ossia interpretare, valutare e “pensare” le informazioni che vengono proposte dal contesto, per apprezzarne l’impatto e le conseguenze sul proprio modo di agire.

Al convegno “La comunicazione scientifica. Saper leggere e scrivere un articolo” (Verona, 18.5.2018) Dott. Vincenzo Lolli (Direttore Servizio Farmaceutico aziendale Ospedale di Adria ULSS5 Polesana, Referente SIFO – Reg Veneto) risponde sulla domanda: Q. Che importanza riveste, per il Farmacista del Ssn, saper leggere e scrivere un articolo scientifico? A. L’intuizione mi è venuta, in qualità di segretario regionale Sifo, da un convegno organizzato dalla segreteria nazionale in risposta a una precisa necessità: migliorare la qualità dei contenuti che vengono presentati dai relatori ai Congressi annuali. Il Direttivo ha deciso così di concentrarsi su un tema: come scrivere, leggere e interpretare un articolo scientifico. Si tratta dell’opportunità, per ciascun Farmacista del Ssn, ospedaliero o territoriale che sia, di imparare a selezionare in maniera analitica la letteratura che gli viene proposta, ma anche di strutturare la propria attività a partire da dati amministrativi che aiutino il confronto critico e costruttivo all’interno del…

Condividere strategie per migliorare la qualità dei contenuti delle pubblicazioni scientifiche (cosa scrivere) e la loro redazione (come scrivere): questo l’obiettivo dell’articolo che riportiamo di seguito. ___________________ Background: Disseminating research protocols, processes, methods or findings via peerreviewed publications has substantive merits and benefits to various stakeholders. Purpose: In this article, we share strategies to enhance research publication contents (ie, what to write about) and to facilitate scientific writing (ie, how to write) in health research collaborations. Methods: Empirical experience sharing. Results: To enhance research publication contents, we encourage identifying appropriate opportunities for publications, publishing protocols ahead of results papers, seeking publications related to methodological issues, considering justified secondary analyses, and sharing academic process or experience. To advance writing, we suggest setting up scientific writing as a goal, seeking an appropriate mentorship, making full use of scientific meetings and presentations, taking some necessary formal training in areas such as effective communication…

Al convegno “La comunicazione scientifica. Saper leggere e scrivere un articolo” (Verona, 18.5.2018) Dott. Angelo Claudio Palozzo (Farmacista, Responsabile Unità Operativa Complessa Farmacia IOV, Padova) ha intervenuto con il rapporto “I principi base della scrittura tecnico – scientifica: linee guida”.

Pubblicato su Frammenti l’Editoriale del prof. Pea sulla lotta alle infezioni

La lunga lotta contro i batteri

Federico Pea
Istituto di Farmacologia clinica e tossicologica – Azienda ospedaliera universitaria Santa Maria della Misericordia, Udine

Era il 1928 quando Alexander Fleming, microbiologo al St. Mary’s Hospital di Londra, si rese conto che le muffe potevano uccidere i batteri, aprendo così la strada allo sviluppo del primo antibiotico, la penicillina, che gli valse il premio Nobel. Grazie al farmaco, la cui produzione industriale è cominciata in America durante la Seconda guerra mondiale, sono state, ad esempio, arginate le infezioni contratte dai soldati in seguito alle ferite, ma anche malattie come gonorrea e sifilide. Da questo momento, la penicillina e gli altri antibiotici successivamente individuati hanno contribuito a sconfiggere numerose patologie infettive.

Integrated Pharmacy Research & Practice DOVE PRESS ha pubblicato una nuova ricerca “Farmacovigilanza: Punto di vista dei farmacisti sulla segnalazione spontanea di reazioni avverse ai farmaci”. Introduzione Lo scopo di questa revisione della letteratura era di evidenziare il ruolo dei farmacisti nella farmacovigilanza e di identificare barriere e facilitatori nei confronti delle segnalazioni di ADR documentate in letteratura. È stata inoltre discussa la prospettiva degli studenti di farmacia in merito alla farmacovigilanza e alla segnalazione di ADR allo scopo di evidenziare la necessità di migliorare i contenuti relativi alla segnalazione di ADR e alla farmacovigilanza nel curriculum della farmacia universitaria. A livello globale il ruolo dei farmacisti è molto ben riconosciuto anche se varia all’interno dei sistemi di farmacovigilanza nazionale. Punto di vista dei farmacisti sulla segnalazione di ADR Dato che sia i farmacisti di territorio che quelli ospedalieri possono svolgere un ruolo importante nella segnalazione di ADR, sono stati…

L’EMA avvia una consultazione pubblica sulla revisione delle linee guida sulla valutazione clinica dei vaccini L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha pubblicato una linea guida sulla valutazione clinica dei vaccini per una consultazione pubblica di sei mesi. Le parti interessate sono invitate a inviare i propri commenti entro il 30 ottobre 2018 all’indirizzo vwp@ema.europa.eu utilizzando il modello fornito nella guida. La vaccinazione è una delle più grandi scoperte della medicina moderna. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’immunizzazione fa risparmiare circa due o tre milioni di vite ogni anno e protegge da molte malattie pericolose, tra cui, ad esempio, cancro cervicale, difterite, epatite B, morbillo, parotite, pertosse e il tetano. Inoltre i vaccini possono aiutare a limitare la diffusione della resistenza agli antibiotici dal momento che la vaccinazione è un modo molto efficace per evitare che le persone e gli animali che vengono infettati, evitando così la necessità di antibiotici.…

Nel periodo maggio-giugno 2017 è stato condotto lo studio nazionale di prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza e uso di antibiotici nelle strutture nelle strutture residenziali per anziani, promosso a livello europeo dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control). In Emilia-Romagna hanno partecipato 200 strutture da 6 Aziende sanitarie, pari a quasi il 60% di tutte le strutture convenzionate della Regione. La vasta adesione registrata in occasione di questo studio rappresenta un ulteriore riscontro dell’attenzione e sensibilità al tema del controllo delle infezioni e uso appropriato di antibiotici, che in Regione vede coinvolte tutte le Aziende sanitarie in diverse attività da oltre dieci anni. I dati dello studio confermano le infezioni respiratorie e quelle urinarie tra le infezioni correlate all’assistenza che più frequentemente vengono contratte durante la degenza in una struttura sociosanitaria. Inoltre, proprio queste due infezioni sono tra le principali cause di trattamento antibiotico. È auspicabile che i risultati…